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Aneto

Aneto:  una pianta aromatica che può essere utilizzata in cucina come un valido sostituto del finocchietto, dell’anice, della menta o del cumino. Ecco perché è così utile l’impiego di questa ottima pianta aromatica

AnetoL’aneto è un’erba aromatica dall’aroma fresco ed è molto simile ad altre spezie per la sua utilità in cucina, anche se in realtà essa possiede un sapore ben definito e quindi deciso: il suo sapore appare piccante ma grazie al suo gradevole e fresco aroma è gradito anche da chi, invece, non ama in particolar modo i cibi piccanti.

L’aneto è una pianta dalle particolari proprietà benefiche e per questo motivo sarebbe opportuno utilizzarla nei cibi considerando quindi non soltanto l’aspetto relativo al sapore ma anche quello salutistico: la pianta dell’aneto può essere coltivata anche in vaso e per poterlo fare non occorrerà certamente essere esperti giardinieri.

La pianta dell’aneto come tutte le piante aromatiche necessita di una buona esposizione al sole e cure differenti in base alla stagione: in estate la sua cura dovrà essere più meticolosa in quanto essa avrà più necessità di acqua, in inverno invece essa dovrà essere coperta da un telo di nylon per essere protetta dalle basse temperature e dagli agenti atmosferici più avversi.

Sintomi Bambino Scosso

Sintomi Bambino Scosso: quali sono i primi campanelli d’allarme per far capire che qualcosa non va nel neonato, a causa della Shaken Baby Syndrome

Sintomi Bambino ScossoNegli ultimi giorni si è data molta risonanza alla cosiddetta Shaken Baby Syndrome, un disturbo sicuramente molto importante che può provocare delle conseguenze a dir poco disastrose nella vita del neonato. In genere, questa Sindrome si ha quando il neonato viene scosso energicamente, in maniera anche piuttosto violenta, per un periodo troppo lungo, ed in ogni caso in un’età in  cui i muscoli del collo non sono tanto forti da sostenere la testa.

Come è facile intuire, se il neonato viene scosso, e se ciò avviene in una forma troppo energica, c’è il serio rischio di andare incontro a conseguenze importanti dal punto di vista neurologico in quanto il cervello, non avendo alcun sostegno, tende a muoversi liberamente nel cranio. Ma quali sono i segnali relativi a questa sindrome? In genere, ciò che dovrebbe allertare e quindi far accendere un campanello d’allarme è il vomito, associato ad altri disturbi come ad esempio inappetenza, irritabilità, letargia, difficoltà nel deglutire e nella suzione, rigidità, scarso controllo del capo, pianti lamentosi, cattiva postura e difficoltò respiratorie, e infine anche arresto cardiorespiratorio.

Sindrome Bambino Scosso pericolo

Sindrome Bambino Scosso pericolo: diventa molto pericoloso quando si scuote il neonato per un periodo da 4 a 20 secondi

Sindrome Bambino Scosso pericoloScuotere ripetutamente un neonato può essere un vero e proprio problema per la sua salute e per il suo benessere, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico e neurologico: la Sindrome del Bambino Scosso – così si chiama questo grave problema che affligge anche la nostra società, con una incidenza che oggi appare di circa 3 neonati ogni 10.000 – è una sindrome che si ha quando il neonato viene scosso violentemente.

Spesso, è semplicemente una risposta inappropriata ad un pianto che appare inconsolabile, un comportamento che il genitore o l’adulto mette in atto, ignorando i pericoli che possono celarsi dietro questo atteggiamento. Infatti, molto spesso non si è consapevoli dei rischi a cui si va incontro semplicemente perché non si è ben informati circa le conseguenze di un comportamento pericoloso.

Ma quando diventa davvero un pericolo scuotere energicamente un neonato? Il pericolo si inizia ad avere se il neonato viene scosso per circa 3-4 volte al secondo, per un periodo variabile da 4 a 20 secondi: il cervello si muove liberamente nel cranio e le conseguenze possono essere ecchimosi, ferite, e molto altro.

Fattori scatenanti sindrome bambino scosso

Fattori scatenanti Sindrome Bambino Scosso: molto spesso, è la risposta non adeguata ad un pianto inconsolabile del bambino, che rende il genitore impotente e lo spinge ad avere un atteggiamento non appropriato in risposta al problema

Fattori scatenanti sindrome bambino scossoSarà capitato a molti di noi di sentirci impotenti e non sapere proprio cosa fare di fronte ad un bambino che piange in maniera nervosa e che risulta quasi impossibile da consolare. Non è certo una novità che i bimbi piccoli specialmente appena nati, siano colpiti da attacchi di nervosismo, di fame, da dolorini e colichette, e che reagiscano piangendo ininterrottamente. È l’unico modo che i neonati hanno per dimostrare il loro stato d’animo e per far capire ai più grandi che c’è qualcosa che non va.

Non tutti, però, riescono a gestire al meglio le crisi di pianto e talvolta il comportamento più inappropriato è quello che in quell’istante può apparire, al contrario, come quello più giusto. Scuotere un bambino ripetutamente può portare a dei danni importanti, ma molto spesso i genitori non ne sono a conoscenza. Quali sono i fattori scatenanti, quindi? Spesso, chi mette in atto questi comportamenti è un genitore che cresce il suo bambino da solo; un genitore troppo giovane, o con basso livello di istruzione; o ancora, chi ha già vissuto in ambito familiare episodi di violenza che possono aver segnato.

Sindrome del Bambino Scosso incidenze

Sindrome del Bambino Scosso incidenze: secondo gli esperti, questa sindrome colpisce principalmente i bambini piccoli, tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, ed in ogni caso inferiori al primo anno di età

Sindrome del Bambino Scosso incidenzeAbbiamo molto parlato, specialmente negli ultimi giorni, della cosiddetta Sindrome del Bambino Scosso, che rappresenta un problema sempre più importante al quale bisogna dare attenzione. Infatti, un bimbo che viene scosso ripetutamente anche solo per reazione ad un pianto che appare inconsolabile, rischia di avere delle conseguenze sulla sua salute molto disastrose. Il cervello, infatti, si muove libero nel cranio e ciò può essere la causa di ecchimosi o problemi ancor più gravi.

Ma qual è l’effettiva incidenza della Shaken Baby Syndrome? Secondo gli esperti, la Sindrome del Bambino Scosso si ha principalmente tra le 2 settimane ed i 6 mesi di vita, con problemi che possono essere davvero dannosi per il piccolo, in quanto è proprio in questa età particolare che i muscoli del collo non sono ancora ben formati e non hanno, pertanto, alcuna effettiva capacità di sostenere la testa.

Per loro, qualsiasi movimento eccessivo e violento potrebbe quindi rappresentare un problema fondamentale per la loro salute e per il loro benessere, e chiaramente conseguenze anche psicologiche.

Sindrome del Bambino Scosso conseguenze

Sindrome del Bambino Scosso conseguenze: sono dannose e disastrose dal punto di vista fisico

Sindrome del Bambino Scosso conseguenzeDopo la campagna di sensibilizzazione che è partita, da qualche giorno, per informare e per dare una certa consapevolezza in merito alle conseguenze relative alla Sindrome del Bambino Scosso, si sta molto parlando di questo problema e si sta dando una certa rilevanza anche alle conseguenze che esso, purtroppo, può provocare.

Infatti, nota anche come Shaken Baby Syndrome, la Sindrome del Bambino Scosso si ha quando il piccolo – in genere sotto il primo anno di età, che è visto come un momento difficilissimo per il suo stesso sviluppo – viene ripetutamente scosso anche in maniera violenta per reazione ad un pianto che appare inconsolabile e che porta nella disperazione il genitore o l’adulto. Il problema è dato dal trauma che questa sindrome può provocare: infatti, si può andare incontro ad un importante trauma dell’encefalo, con conseguenze neurologiche molto importanti. Ed il motivo per cui ciò accade è molto semplice: infatti, a soli pochi mesi di vita, i muscoli del collo sono ancora troppo deboli e non hanno la capacità di sostenere la testa. Pertanto, se il bimbo viene scosso con una certa violenza, il cervello rischia di muoversi liberamente all’interno del cranio, con conseguenze davvero disastrose.

Shaken Baby Syndrome

Shaken Baby Syndrome: come si configura la Sindrome del Bambino Scosso e quali sono i pericoli?

Shaken Baby SyndromeSi è di recente parlato di una sindrome che colpisce principalmente i bambini piccoli. Stiamo parlando della  “Shaken Baby Syndrome” anche nota come Sindrome del Bambino Scosso, unproblma che al giorno d’oggi colpisce – in maniera certificata – almeno 3 casi ogni 10.000 bambini sotto l’anno di età, anche se non è ancora escluso che questi numeri non siano in realtà molti di più.

Ma cos’è questa sindrome? Ne parlano gli esperti, i quali hanno anche chiarito quanto sia importante conoscere tutte le caratteristiche di questo disturbo per riuscire ad evitare che esso possa rivelarsi dannoso per la salute ed il benessere dei più piccoli: non è un caso che la Sindrome del Bambino Scosso mostra delle conseguenze importanti sia dal punto di vista psicologico, sia sotto il profilo fisiologico.

Questa Sindrome presuppone che il bambino venga violentemente scosso quando non riesce a smettere di piangere: spesso, il genitore o l’adulto, disperato di fronte a questo comportamento, tende quindi a mettere in atto degli atteggiamenti poco consoni e scuote il bambino nel tentativo disperato di risvegliarlo dal suo pianto, provocando così disturbi sempre più importanti e dannosi.

Sindrome del Bambino Scosso

Sindrome del Bambino Scosso: parte la campagna di sensibilizzazione contro questa forma di maltrattamento che riguarda soprattutto i bambini di meno di un anno

Sindrome del Bambino ScossoSi chiama Sindrome del Bambino Scosso ed è rappresentativa di una forma di maltrattamento sui più piccoli, che spesso è sottovalutata e le cui conseguenze sul piccolo possono avere dei risvolti davvero drammatici e molto rischiosi. La reale incidenza di questo problema in Italia non è facile da quantificare, ma pare che il problema legato a questa sindrome sia molto più esteso di quanto si possa immaginare: e così, è recentemente partita la campagna nazionale che si occupa della sensibilizzazione sulla “Shaken Baby Syndrome”, la “Sindrome del bambino scosso” per evitare le drammatiche conseguenze.

Ma cos’è questa sindrome? Secondo gli esperti, questa sindrome riguarda tutti quei bambini che vengono ripetutamente scossi per essere “risvegliati” da un pianto che appare inconsolabile: quando non si riesce a far smettere di piangere il piccolo, lo si scuote violentemente e ripetutamente, non avendo bene in mente le conseguenze dannose che questo gesto può avere sul loro corpo e sulla loro psiche.

Secondo le stime, pare che 3 casi su 10.000 bambini di meno di un anno di vita, possano essere colpiti da questa sindrome.

Nipote di Meghan Markle

Nipote di Meghan Markle: arrestato a Londra perché voleva entrare con un coltello a serramanico in una discoteca. Una mossa per mettere in cattiva luce la Duchessa e neo sposa?

Nipote di Meghan MarkleContinua a fare scalpore la famiglia di Meghan Markle, bellissima moglie del principe Harry e ormai nominata dalla Regina Elisabetta Duchessa di Sussex: infatti, dopo le varie situazioni che hanno fatto tremare e non poco Kensington Palace sulla famiglia di Meghan, un altro elemento negativo si è aggiunto allo stuolo di problemi e guai provocati dai parenti della principessa.

Questa volta è toccato a Tyler Dooley, nipote della bellissima Meghan – è figlio del fratellastro Thomas – che, giunto a Londra ma non invitato alle nozze reali, ha portato con sé un coltello a serramanico con il quale avrebbe voluto entrare in una discoteca. Poi, si sarebbe giustificato dicendo di non voler fare del male a nessuno, ma di essere stato spinto a portare il coltello per ragioni di sicurezza, e quindi per protezione, in quanto Donald Trump ha dichiarato che Londra è una zona di guerra. Infine, si è consegnato alle forze dell’ordine e poi è stato rilasciato: sarà stata una mossa per mettere ancora una volta la bellissima neo principessa e neo sposa?

Georgette Polizzi sclerosi multipla

Georgette Polizzi sclerosi multipla: la ex concorrente di Temptation Island si racconta, e dichiara di amare la vita in ogni suo aspetto ed oltre ogni limite. E promette: “Ce la farò!”

Georgette Polizzi sclerosi multiplaIn molti, tra i fan del noto programma televisivo Temptation Island, potranno ricordare una delle fidanzate che aveva fatto parte del cast di una delle ultime edizioni del docu-reality condotto da Filippo Bisciglia: stiamo parlando, appunto, di Georgette Polizzi, che aveva commesso qualche piccolo errore nei confronti del suo allora fidanzato ma che infine era stata perdonata dallo stesso, il quale aveva deciso di rimanerle accanto.

All’età di 35 anni, Georgette si è vista protagonista di una svolta abbastanza drammatica della sua vita, ma ha deciso di combattere strenuamente e duramente per poter far parte di quella categoria di persone che riescono a convivere normalmente con la patologia di cui lei stessa è affetta, la sclerosi multipla.

In un video ufficiale che ha lanciato su Instagram in occasione del suo 36esimo compleanno, la ex concorrente del programma ha annunciato che dovrà convivere con questa malattia per tutta la sua vita, ma ha anche ammesso di essere una persona forte, che ama la vita oltre ogni limite.

Solidarietà, coraggio, commenti e messaggi di conforto per Georgette, che ha anche la fortuna di avere accanto una persona che la ama, il suo Davide.

 

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