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L’Italia dice addio ad un’altra figura di grande spessore del mondo politico, ci saluta Emanuele Macaluso a 94 anni, uomo politico, giornalista e grande sindacalista del nostro Paese.
Nel 1941 aderì al Partito Comunista Italiano, successivamente divenne segretario generale alla Camera del lavoro della regione Sicilia e dal 1947 fino al 1956 fu segretario regionale della CGIL, inoltre nel 1951 venne eletto con un grande plebiscito di voti alla carica di deputato regionale con il Partito Comunista, il suo massimo momento nella vita politica si ebbe dopo pochi anni, quando Palmiro Togliatti lo invitò ufficialmente a far parte della direzione centrale del partito.
Nel 1963 fu eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati.

La sua vita la dedicò pienamente al giornalismo tanto che fu eletto primo direttore “dell’Unità” e successivamente direttore del quotidiano “Riformista”.
Da sindacalista condusse delle battaglie davvero importanti, in quel periodo gli agricoltori e la classe agraria in generale era legata a Cosa Nostra, mobilitò l’intera popolazione e convinse i contadini ad occupare feudi e terreni e li avvicinò alla vita politica aprendo sezioni di partito in qualunque angolo della città.
In quel triste periodo la guerra alla mafia si faceva in strada, lì dove persero la vita molti suoi amici.
Anche la sua vita privata è stata molto movimentata, una sua compagna si uccise lanciandosi dalla finestra dopo un litigio, dopo qualche anno perse la vita il figlio Pompeo per un ictus.

Purtroppo la situazione di emergenza legata al diffondersi in maniera incontrollata di questo maledetto Coronavirus e le restrizioni messe in atto dal Governo per limitare il contagio avevano stravolto e non poco la vita di questa persona, abituata a stare vicino alla gente, a parlare, a partecipare a congressi legati al giornalismo e alla politica e soprattutto a viaggiare.
Nei mesi scorsi fu ricoverato presso una clinica privata per alcuni problemi cardiaci che almeno apparentemente sembravano essere superati, ma la notte prima di ritornare a casa aveva subito una brutta caduta che poi ha portato gravi conseguenze fino alla triste morte.
L’Italia tutta si stringe intorno al dolore che ha colpito la famiglia Macaluso.

 

 

Domenica triste per i militari della Polizia Penitenziaria in servizio presso la casa circondariale di Rebibbia, un detenuto nel pomeriggio è riuscito ad uscire dalla propria cella, scavalcare la recinzione e a scappare via senza che nessuno degli addetti se ne accorgesse.
Ora il quartiere è blindato dalle Forze dell’Ordine, numerosi i posti di blocco nelle aeree limitrofe.
Ad evadere è stato Manolo Gambini, uomo alto circa 1.80 cm e con ben cinque tatuaggi, tra questi due scorpioni, i nomi di alcune persone e la scritta mamma sul braccio destro, quarantunenne proveniente da Cerveteri, piccolo comune di Roma.

Il fuggitivo secondo alcune notizie era rinchiuso nel carcere romano da pochissimo tempo, fu arrestato 3 anni fa a Grosseto insieme ad altri due complici, fu accusato per una serie di furti in abitazioni lussuose, fu portato a Civitavecchia e poi a Rebibbia.
La rete di indagini si è già allargata fino alla Toscana, zona in cui il Gambini aveva effettuato dei furti e aveva importanti amicizie.
Purtroppo è doveroso sottolineare che a Rebibbia questi episodi sono abbastanza frequenti, proprio pochi mesi fa  Davad Zukanovic, 40 anni, e Lil Ahmetovic, 46 anni, cugini di etnia rom scapparono dopo solo quindici giorni all’arresto, ad ottobre un detenuto scappo dall’Ospedale Sandro Pertini dopo alcuni esami ospedalieri.

Sulla questione è intervenuto il Segretario Generale del Sindacato Polizia Penitenziaria Aldo Di Giacomo che ha sottolineato per l’ennesima volta le condizioni di criticità in cui versano le carceri italiane sia dal punto di vista delle strutture sia per le gravi carenze organiche e di sistemi di allarme consoni all’ambiente.
Sulla stessa linea di pensiero anche Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria che mette a nudo le criticità di un sistema ormai fatiscente in un periodo di pandemia dove purtroppo la situazione nelle carceri è pesante, inoltre ringrazia tutti gli operatori che ogni giorno fanno più del loro dovere per far si che tutto funzioni al meglio.

 

 

 

 

 

Dopo un’attesa snervante ecco che anche nel nostro Paese arriva il secondo vaccino utile a combattere questo maledetto Coronavirus, dopo le fiale di Pfizer/Biontech ecco che l’azienda statunitense, Moderna, che da anni lavora incessantemente nel campo delle biotecnologie ha inviato le prime cinquanta mila dosi in Italia.
Molti si chiedono quali sono le differenze rispetto a quello che già da circa venti giorni stiamo somministrando con attimi risultati nel nostro Pese, le risposte non tardano ad arrivare grazie anche al bugiardino che Moderna ha reso pubblico proprio pochi giorni fa.
In questo breve articolo sommariamente cercheremo di togliervi qualche dubbio.

Il vaccino Moderna funziona preparando il corpo a difendersi contro COVID-19, contiene una molecola chiamata mRNA che ha le istruzioni per produrre la proteina spike, questa si trova sulla superficie del virus SARS-CoV-2 di cui il virus ha bisogno per entrare nelle cellule del corpo.
Quando una persona riceve il vaccino, alcune delle sue cellule leggeranno le istruzioni dell’mRNA e produrranno temporaneamente la proteina spike, il sistema immunitario della persona riconoscerà quindi questa proteina come estranea e produrrà anticorpi.
Se, in seguito, la persona entra in contatto con il virus SARS-CoV-2, il suo sistema immunitario lo riconoscerà e sarà pronto a difendere l’organismo da esso.

Potrò essere somministrato alle persone che hanno già compiuto la maggiore età, come il siero Pfizer anche questo ha bisogno di una seconda dose di richiamo, somministrata a 28 giorni dalla prima, dopo 8 giorni da questa il paziente sarà coperto per un tempo non ancora del tutto stabilito.
Contiene meno di 1 mmol (23 mg) di sodio per dose, cioè è essenzialmente “senza sodio”, altri principi attivi che costituiscono il farmaco sono elencati nel bugiardino, importante sapere se si ha allergie verso uno dei componenti.
Nei prossimi giorni inizierà la somministrazione nelle regioni più virtuose del nostro Paese.
 

 

In un momento storico politico pessimo per il nostro Paese, dove nel pieno di una pandemia che ormai da quasi dodici mesi mette a repentaglio la vita di ognuno di noi, il governo centrale non ha più la fiducia della maggioranza, proprio in questi giorni vi era in programma un colloquio con l’ex premier Silvio Berlusconi attuale leader del partito di destra chiamato Forza Italia, purtroppo è di pochi minuti fa la notizia che il cavaliere è ricoverato per problemi cardiaci abbastanza seri.
E’ stato ricoverato in un famoso centro cardiotoracico nel Principato di Monaco.

Il più influente leader della destra italiana risiedeva momentaneamente in una villa nella cittadina di Nizza insieme alla sua compagna, lunedì appena trascorso il suo amico e medico di fiducia, Alberto Zangrillo, è stato chiamato d’urgenza nella casa di Berlusconi, poichè lamentava alcuni problemi cardiaci di tipo aritmologico, il medico dopo alcune valutazione ha optato per il ricovero in una struttura a Monaco in quanto il rientro in Italia non era del tutto prudente per l’incolumità di Silvio Berlusconi.
Non è la prima volta che presenta problemi cardiaci, già nel lontano 2016 l’ex presidente del consiglio subì un’operazione cardiochirurgica importante.

Per tale motivazione è stato rimandato anche il processo Ruby Ter presso il Tribunale di Siena, gli avvocati difensori di Berlusconi, Federico Cecconi e Enrico Demartino hanno depositato un’istanza per legittimo impedimento visto le condizioni di salute dell’assistito.
La Procura ha accettato il tutto , inoltre gli avvocati fanno sapere che proprio pochi giorni fa Berlusconi aveva inviato una lettere in cui sottolineava la sua vicenda in questa brutta questione.
Ricordiamo che il leader di Forza Italia è imputato per corruzione in atti giudiziari e il Pubblico Ministero , Valentina Magnini,  ha chiesto per lui una condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione.
Nel frattempo facciamo gli auguri di una veloce guarigione a Berlusconi.

 

Dobbiamo ammettere con estrema felicità che la campagna di vaccinazioni contro il Coronavirus , sul nostro territorio sta procedendo in maniera spedita, secondo i dati di ieri i vaccinati hanno superato la soglia dei 730 mila, un numero che ci ha permesso di essere il primo Paese nell’intera Europa.
Le prime dosi di vaccino arrivate sul nostro territorio già il 27 Dicembre 2020 sono quelle dell’azienda Pfizer/Biontech che ogni settimana sta consegnando circa 450 mila dosi che poi vengono distribuite alle regioni secondo un piano redatto da Domenico Arcuri.
L’Italia aveva fatto affidamento anche al vaccino AstraZeneca, purtroppo però ci sono dei piccolissimi ritardi che cercheremo di spiegarvi.

Arriva però una brusca frenata dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) per il vaccino studiato ad Oxford, brutta notizia soprattutto per il ministro Roberto Speranza che aveva fondato la sua strategia vaccinale proprio su questo siero.
Nei giorni scorsi il vicedirettore dell’Agenzia europea dei medicinali, Noel Wathion ha sottolineato l’improbabilità di dare il via libera per il vaccino entro il mese di Gennaio mentre in alcuni Paesi come la Gran Bretagna la commercializzazione è già in fase avanzata.
Nel caso in cui le parole di Ema vengano confermate, l’Italia potrebbe subire un grave danno.

Il ministro Speranza in accordo con l’Unione Europea ha acquistato 40.3 milioni di dosi AstraZeneca, molte più delle 26,92 milioni di fiale che ci spettano dalla Pfizer e le 10,7 milioni di Moderna, e proprio nel primo trimestre del 2021 l’Italia avrebbe dovuto avere circa 16.1 milioni di dosi, al momento non è stato ancora valutato dagli organi competenti.
Purtroppo dobbiamo sottolineare l’ennesimo fallimento del nostro Ministro che ha puntato tutto su un siero non ancora disponibile, molti di noi si chiedono il perchè di questa strana mossa, ma dopo vari ragionamenti una giusta motivazione non l’abbiamo trovato e soprattutto chi di dovere non ci ha fornito questo tipo di info.

La campagna di vaccinazione sul nostro territorio sta procedendo nel migliore dei modi, nonostante i ritardi di alcune regioni come la Lombardia, ieri il totale dei vaccinati ha superato la soglia dei 700 mila , insomma numeri davvero importanti da farci diventare la prima nazione in Europa per numero di dosi somministrate.
All’inizio di questa settimana però sono sorti alcuni problemi riguardo la distribuzione dei vaccini Pfizer-Biontech,  tanto che la regione Campania e qualche altro territorio già da domenica risultano essere senza vaccini.
In compenso a questa situazione, domani in Italia saranno disponibili i nuovi vaccini dell’azienda  Moderna, in arrivo circa 50 mila dosi.

Lo stock di 50 mila dosi giungerà tramite aerei privati a Roma, scortato dalle forze armate verrà trasferito poi all’Istituto Superiore di Sanità che dovrà provvedere alla distribuzione regionale.
L’idea principale di Domenico Arcuri  responsabile del piano di vaccinazioni, sarebbe quella di consegnare queste dosi alle regioni definite virtuose e che hanno già finito le dosi di Pfizer.
Le dosi di Moderna potrebbero essere inoculate agli over 80, in modo da iniziare a limitare i decessi giornalieri e  gli ingressi nelle terapie intensive, e al personale scolastico in modo da poter iniziare a riaprire le scuole con una maggiore sicurezza.

L’azienda statunitense in accordo con il nostro governo dovrà inviare circa tre milioni di dose entro fine marzo e circa cinquanta milioni entro il 2021.
Per la situazione vaccini in Italia sembra andare tutto per il verso giusto, per fine settimana i vaccinati dovrebbero essere più di 1 milione, cifra importante.
Domenico Arcuri ha sottolineato ancora una volta che per il mese di Marzo i vaccinati in Italia saranno circa 3 milioni e per la fine dell’anno saranno più di 30 milioni, grazie anche all’arrivo del vaccino AstraZeneca che entro fine mese avrà il via libera anche dall’Ema e inizierà subito la commercializzazione in Italia.

 

 

 

 

 

La pandemia non riesce proprio a lasciarci in pace, nonostante le restrizioni messe in atto dal governo anche durante il periodo delle festività natalizie, la curva dei contagi sta subendo giorno per giorno una crescita che preoccupa e non poco tutti gli esperti del caso.
Quasi sicuramente dal giorno 16 Gennaio l’Italia dovrà rispettare un nuovo regolamento che proprio in questo momento è stato oggetto di dibattito tra le regioni e la maggioranza di governo in una videoconferenza.
Proviamo a darvi qualche anticipazione sulle restrizioni che i cittadini italiani dovranno severamente rispettare per porre fine ne,  più breve tempo possibile, a questa situazione.

L’incontro di questa mattina è stato convocato, in videoconferenza, dal ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, a partecipare sono stati Fontana, Bonaccini, Toti, De Luca, Marsilio, Toma e Spirlì come presidenti di regione, tra gli esponenti del governo certa anche la presenza del ministro della Salute Roberto Speranza.
Prima valutazione che si sta facendo riguarda la proroga dello stato di emergenza, il Premier vorrebbe portarla fino alla fine del mese di Aprile.
La misura più importante dovrebbe riguardare il passaggio automatico in zona rossa, nel caso in cui le regioni avranno un’incidenza di contagi pari a 250 casi su 100.00 abitanti a settimana.

Nuova stretta per i ristoranti e bar, si pensa al divieto di asporto dopo le ore 18, in compenso dovrebbero esserci dei bonus ristori.
Confermato al 99% anche  il divieto di spostamento da regione a regione, anche per chi si trova in area gialla.
Si sta studiando l’area bianca per le zone poco colpite dal covid-19, per rientrare bisognerebbe avere un’indice Rt inferiore a 0.5.
Da oggi l’Italia è tornata a colorarsi, vanno in fascia arancione  Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia e Veneto, nessuna regione in zona rossa, tutte le altre in fascia gialla.
In attesa del nuovo DPCM che avrà validità da giorno 16 Gennaio.

Oggi per molte regioni dell’Italia potrebbe essere l’ultimo giorno trascorso in zona gialla, da domani e per l’intera domenica il nostro territorio sarà di colore arancione, ovvero non si esce dal comune se non per validi motivi e bar e ristoranti torneranno a funzionare solo con l’asporto e le consegne a domicilio.
Purtroppo il 2021 si apre con la crescita della curva dei contagi, nella giornata di ieri 20.331 i positivi in più su base giornaliera con il tasso di positività stabile all’11,4% , il Governo in merito a ciò sta pensando di varare un nuovo Dpcm, ma già da lunedì alcune regioni cambieranno il loro colore.

In merito alla situazione epidemiologica, il dottor Paolo Spada ci sottolinea laumento significativo dei positivi sull’intera penisola, in particolare in alcune regioni come Abruzzo ,Sicilia, Basilicata, Bolzano e Lombardia i valori registrati sono in netto aumento.
Da lunedi 11 l’intera nazione torna alla divisione a colori, con l’indice Rt sotto l’1 le regioni restano in fascia gialla, con l’Rt pari a 1 si va in fascia arancione e con l’Rt pari a 1,25 si va in fascia rossa, salvo poi ordinanze da parte dei governatori delle regioni, che potranno inasprire ancora di più i regolamenti.

Mezza Italia dovrebbe ritrovarsi da settimana prossima in zona arancione, di sicuro Veneto, Liguria ,Calabria, Basilicata, Lombardia e Puglia,  Emilia-Romagna e Marche, mentre la Toscana, il Friuli-Venezia Giulia , la Campania e  il Molise ritorneranno in zona gialla.
Il nuovo Dpcm di Conte dovrebbe entrare in vigore dal 16 Gennaio, verrà sicuramente confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5, il divieto di spostamento tra regioni e la chiusura di bar e ristoranti alle ore 18 anche nella zona gialla.
Nessuna novità sul comparto scuola, massima libertà e autonomia alle regioni, quasi tutte vorrebbero ritardare il ritorno tra i banchi.
Nel frattempo le speranze sono tutte rivolte alle vaccinazioni, unica ancora di salvezza per il mondo intero.

L’America ieri ha vissuto forse una delle pagine più brutte della sua lunga storia democratica, al Campidoglio è stato messo in atto un vero e proprio attentato politico.
Al Campidoglio Americano era in scena la seduta in cui il Congresso avrebbe dato ufficialmente poteri al neo Presidente Joe Biden, purtroppo tutto ciò non è stato possibile perchè la culla delle democrazia americana è stata messa sotto assedio dai sostenitori del repubblicano e ormai ex presidente Donald Trump, che ancora oggi non accetta la limpida e leale vittoria del suo avversario.
I manifestanti si erano radunati a Washington pochi minuti sostenuti dalle parole di Trump, poco dopo hanno fatto irruzione nella sala Congressi.

Nei corridoi e nelle sale del Campidoglio sono entrati tutti i sostenitori dell’ex Presidente, in tenute bizzarre e paramilitari, tanto che sono dovuti intervenire le forze speciali e gli agenti dell’Fbi per proteggere i parlamentari, scossi dal vile attentato.
L’arrivo delle Forze dell’Ordine è stato chiesto dal vicepresidente Pence e non da Trump che era stato tagliato fuori dalla catena di comando anche dai suoi più stretti alleati.
L’ex presidente dalla Casa Bianca annuncia ai suoi sostenitori tramite un video social di ritornare a casa, sottolineando comunque l’irregolarità delle elezioni.

I profili social di Trump sono stati addirittura oscurati dopo la pubblicazione del video, perchè inneggiavano alla violenza.
Joe Biden invece con calma e stile da vero leader democratico alla tv sottolinea la figuraccia che i repubblicani stanno facendo agli occhi del mondo intero, soprattutto perchè è stato messo sotto attacco un luogo sacro per la democrazia americana, simbolo nell’intero universo.
Purtroppo si registra anche un decesso, una sostenitrice di Trump è stata raggiunto da un colpo d’arma da fuoco.
Nella giornata di oggi i Parlamentari dovrebbero ritornare in aula e finalmente decretare la vittoria netta di Biden.

 

Dopo aver mangiato senza ritegno in queste festività natalizie, i sensi di colpa ci assalgono e siamo tutti pronti , finalmente, a metterci a dieta e ad iniziare di nuovo a praticare attività sportiva.
In questo breve articolo vi parleremo di un nuovo regime alimentare che ha stupito tutti coloro il quale l’hanno provato, facendo perdere addirittura ben 9 kg in poco o più di 15 giorni, aiutandoci a ritrovare anche una forma mentale migliore.
Questa dieta viene dall’America e si chiama Plank ideata dal dott. Marx Planck e il suo funzionamento si basa su un principio apparentemente semplice, ovvero un regime alimentare sbilanciato e iperproteico.

Chi segue questa dieta in due settimane perderà ben 9 kg e potrà mantenere il peso forma e a non recuperare i chili persi per almeno i tre anni successivi, tutto dipende però dalla caparbietà e la precisione con cui si seguirà il regime alimentare.
La struttura della dieta è assai rigida, composta solo ed esclusivamente da tre pasti al giorno, lo stesso menù settimanale va ripetuto per tutti i 14 giorni, senza poter cambiare nulla e prevede cibi ipocalorici, iperproteici, in particolare  carne, pesce e uova.
Al termine dei 15 giorni, non vi è alcuna dieta di mantenimento, nonostante ciò i chili persi non dovrebbero essere recuperati.

Un classico esempio di questa dieta vieta assolutamente zuccheri, fibre, carboidrati,  grassi vegetali , il formaggio ad eccezione dello svizzero e l’alcol, privilegia invece uova, pollo bistecche, carote, caffè amaro in quantità anche eccessive ma con condimenti abbastanza rigorosi.
Fondamentale bere due litri di acqua al giorno, evitando bevande gassate.
E’ consigliata non a tutti, presenta infatti numerose controindicazioni nei pazienti con patologie cardiopatiche e inadatta ai soggetti i cui valori di colesterolo LDL nel sangue sono già alti.
Purtroppo lo scetticismo intorno a quest’idea è assai, molte sono le critiche negative e poche quelle positive.

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